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Questa sera, durante la terza puntata dell’Isola dei Famosi 7,  arriveranno i “Figli di…”, la categoria novità di questa edizione, composta da Daniele Battaglia , figlio di Dodi Battaglia dei Pooh; Roberto Fiacchini, figlio adottivo di Renato Zero; Manuela Boldi , figlia di Massimo Boldi; e Guenda Gori , figlia di Maria Teresa Ruta e Amedeo Goria. Al televoto si sfidano per restare nel reality Loredana Lecciso e la Nip Tracy Fraddosio. Opinionisti della serata: Pierluigi Diaco e Antonia Dell’Atte. Segui la diretta sul nostro sito Ore 21.35 Davide in crisi Davide Di Porto è in crisi, vuole lasciare l’isola. Simona chiede l’aiuto di Aldo per convincerlo a restare. “Ha quattro bocche da sfamare e la moglie non lavora – afferma l’intellettuale – se la produzione gli desse mille euro al mese, rimarrebbe. Poi, i culturisti sono abituati a un certo tipo di alimentazione e qui non la può fare”. Questa sera vengono inaugurati i “bip” in diretta, usati in abbondanza durante gli interventi dello scrittore. Davide spiega i motivi per cui vorrebbe lasciare il reality. “Le incomprensioni con gli altri, i pasti che mancano, mi manca anche la mia famiglia, i miei quattro figli…”. Il culturista nomina tre dei suoi bimbi, più di una volta, contando con le dita, ma manca un nome. Alle risate in studio, Simona lo difende: “Non è facile per chi non l’ha mai fatto, ritrovarsi lì con un auricolare e un microfono”. “Mi manca la mia bambina che mi dice che mia moglie mi sta preparando la colazione” ricorda il naufrago. Alla fine, dopo l’incoraggiamento dell’amico in studio, tale Gianluca di Ostia, e dopo i saluti a una sfilza di laziali, Davide accontenta Simona e il pubblico: “Facciamo che per questa settimana resto”. Ore 21.24 Busi “sequestrato” Aldo Busi non è nella missione di Lime Island con gli altri naufraghi. Lo scrittore si trova a Wild Cane Cay, da dove elogia il Nicaragua e chiede scusa per le lamentele della scorsa puntata. “Evidentemente siamo capitati in una stagione sbagliata”. I giorni piovosi sono stati sostituiti dal cielo sereno e il mare calmo e limpido.  Ore 21.08 Finite le scorte di cibo Simona Ventura dà il via al terzo appuntamento con l’Isola. “Sembra che state al villaggio vacanza, perché le scatolette stanno finendo – consiglia la conduttrice ai naufraghi riuniti nella missione – dovete darvi una svegliata, andate a pescare”.
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Venerdì scorso, la sempre più ubiqua Olivia Wilde era a Santa Monica ai 25esimi Independent Spirit Awards. Ha presentato e ha fatto una foto con una aspirapolvere

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Questa sera, durante la terza puntata dell’Isola dei Famosi 7,  arriveranno i “Figli di…”, la categoria novità di questa edizione, composta da Daniele Battaglia , figlio di Dodi Battaglia dei Pooh; Roberto Fiacchini, figlio adottivo di Renato Zero; Manuela Boldi , figlia di Massimo Boldi; e Guenda Gori , figlia di Maria Teresa Ruta e Amedeo Goria. Al televoto si sfidano per restare nel reality Loredana Lecciso e la Nip Tracy Fraddosio. Opinionisti della serata: Pierluigi Diaco e Antonia Dell’Atte. Segui la diretta sul nostro sito Ore 21.24 Busi “sequestrato” Aldo Busi non è nella missione di Lime Island con gli altri naufraghi. Lo scrittore si trova a Wild Cane Cay, da dove elogia il Nicaragua e chiede scusa per le lamentele della scorsa puntata. “Evidentemente siamo capitati in una stagione sbagliata”. I giorni piovosi sono stati sostituiti dal cielo sereno e il mare calmo e limpido. Davide Di Porto è in crisi, vuole lasciare l’isola. Simona chiede l’aiuto di Aldo per convincerlo a restare. “Ha quattro bocche da sfamare e la moglie non lavora – afferma l’intellettuale – se la produzione gli desse mille euro al mese, rimarrebbe. Poi, i culturisti sono abituati a un certo tipo di alimentazione e qui non la può fare”. Questa sera vengono inaugurati i “bip” in diretta, usati in abbondanza durante gli interventi dello scrittore. Ore 21.08 Finite le scorte di cibo Simona Ventura dà il via al terzo appuntamento con l’Isola. “Sembra che state al villaggio vacanza, perché le scatolette stanno finendo – consiglia la conduttrice ai naufraghi riuniti nella missione – dovete darvi una svegliata, andate a pescare”.
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“Ho sentito subito ostilità nei miei confronti. E’ dalla seconda puntata che hanno deciso che non devo vincere, anche se al televoto ero superiore a tutti”. A dichiararlo in un’intervista su “Gente” è Lorenzo Crespi, ex concorrente di Ballando sotto le Stelle che ha abbandonato il programma in diretta lasciando di stucco anche la sua insegnante, Natalia Titova, che non immaginava una tale decisione. Crespi, siciliano dal passato difficile, ha sollevato polemiche sulla regolarità del gioco e delle votazioni. “Dopo la standing ovation che ho ricevuto durante la puntata del 9 gennaio ho visto che le facce di molti non erano felici per me. Forse non era previsto che la mia performance oscurasse quella del vip americano Ronn Moss. Infatti la mia insegnante il giorno dopo non mi ha accolto con il sorriso ed è stata molto severa: lì ho intuito che forse avevo incrinato alcuni equilibri”. Supposizioni quelle di Crespi che lo hanno spinto ad abbandonare la competizione, azzardando un pronostico. “Già mi sento di dire chi vincerà il programma: primo Ronn Moss, seconda Barbara De Rossi, terza Veronica Oliver”.
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Se leggendo il titolo la prima cosa che avete pensato è stata: “chi cacchio è Francesca Fioretti!”, tranquilli ci pensiamo noi a rinfrescarvi la memoria. Francesca Fioretti e’ l’ex partecipante del GF 9, diventata famosa per aver avuto una storia con il vincitore di quell’edizione Ferdi Berisa. Non riuscite a far mente locale e [...]
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• Sì al legittimo impedimento «Lei è un villano e dovrebbe meritare ben altra cortesia rispetto a quella che io le riservo. Si vergogni». Così Silvio Berlusconi replica ad un giornalista  che assiste alla conferenza stampa presso la sede del Pdl in Via dell’Umiltà, che gli chiedeva chiarimenti sulla presentazione del decreto legge interpretativo. «Lei è fuori ordine, attenda» ha detto inizialmente il premier, chiedendo all’interlocutore di attendere il proprio turno per presentargli una domanda. «Lei non ha l’opportunità di intervenire. Potete accompagnare gentilmente alla porta quella persona?» ha aggiunto Berlusconi, che è stato poi nuovamente interrotto. A fianco della persona, che si è definita giornalista, si è poi seduto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «Stia buono adesso, lei è un maleducato» ha detto il ministro all’interlocutore, che ha tentato nuovamente di intervenire nel corso della conferenza. Finale convulso di conferenza stampa, nella sede del Pdl a Via dell’Umiltà, quando per la terza volta consecutiva Rocco Carlomagno, sedicente giornalista, interrompe il premier Silvio Berlusconi. «Si vergogni, questa è la sinistra» è sbottato Berlusconi, mentre il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa, che già in un primo momento aveva raggiunto l’uomo seduto tra i giornalisti, si è nuovamente avvicinato a Carlomagno e dopo averlo energicamente invitato a parole a smetterla, gli ha poggiato la mano sulla testa. A questo punto l’uomo ha iniziato ad accusare il premier e il governo, mentre Berlusconi lasciava la sala, visibilmente irritato. All’uscita, il ‘disturbatorè è stato preso di mira dai militanti del Pdl, che manifestavano fuori dal palazzo, diventando l’ultima ‘attrazionè di telecamere e giornalisti. CARLOMAGNO: “LA RUSSA MI HA DATO DUE PUGNI” «Verdini mi ha pregato di non querelare La Russa e mi ha detto facciamo che la cosa finisce qui». Rocco Carlomagno il freelance che ha contestato il premier Berlusconi alla conferenza stampa di oggi ha raccontato in collegamento telefonico con il programma di radio2 «Un giorno da pecora» la richiesta di Denis Verdini uno dei tre coordinatori nazionali del Pdl. E ha poi aggiunto: «Non si può tappare la bocca alla gente». I due conduttori Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro gli hanno fatto notare che non era il suo turno: «Per loro non è mai il nostro turno di parlare». E poi: «Il ministro La Russa mi ha dato due pugni nello sterno. Del resto lui era un picchiatore». «Mi chiamo Rocco Carlomagno e querelerò il ministro Ignazio La Russa per aggressione perchè la libertà di stampa si difende anche così». Lo ha detto il giornalista freelance, come lui stesso si è definito, quando finita la conferenza stampa del premier Silvio Berlusconi è stato portato all’esterno della sede del pdl in via dell’Umiltà dalla security del Pdl. Rispondendo a chi gli chiedeva cosa fosse successo ha spiegato: «Quando La Russa si è accorto che volevo fare domande diverse da quelle preconfezionate fatte fino a quel momento ha cercato di chiudermi la bocca, èvenuto subito a sedersi vicino a me per impedirmi di parlare e ha alzato le mani su di me». GRUPPI SU FACEBOOK Si sa, il web è velocissimo. E infatti non sono passate neanche due ore dal battibecco con Silvio Berlusconi in conferenza stampa nella sede del Pdl a Roma che lo ha visto protagonista che Rocco Carlomagno ha i suoi gruppi di fan su Facebook. Sono già quattro i gruppi nati sul sociale network che ‘celebranò il freelance che ha più volte interrotto il premier ed è stato ‘bloccatò al termine dell’incontro con la stampa dal ministro Ignazio La Russa. «Rocco Carlomagno ha diritto di esprimersi» si chiama il primo gruppo che registra già più di 30 iscritti, mentre «Siamo tutti Rocco Carlomagno» e «Rocco Carlomagno nuovo direttore del Tg1» registrano una sola iscrizione. Tre gli iscritti invece per «Rocco Carlomagno uno di noi: siamo tutti villani». VOTO NON POSTICIPA Silvio Berlusconi ha annunciato oggi a Palazzo Chigi che le elezioni regionali in programma a fine marzo “non saranno posticipate”. «Dopo tante manifestazioni della sinistra e dintorni ho ceduto anche io alla richiesta di molti deputati, coordinatori regionali e provinciali, di indire una manifestazione in difesa del diritto di voto che presumibilmente si terrà il 20 marzo a Roma». Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a Roma a proposito del caso delle liste elettorali. SI’ AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO Il ddl sul legittimo impedimento incassa dal Senato ben due voti di fiducia che si concludono con un risultato ‘fotocopià: 168 sì, 132 no e tre astenuti. E un via libera finale che ottiene 169 sì, 26 no e tre astensioni. Ora, la norma che ‘trasformà in legittimo impedimento ogni impegno istituzionale di presidente del Consiglio e ministri, è pronta a diventare legge: cosa che avverà dopo la firma dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. L’opposizione attacca e critica il testo che definisce in più occasioni «incostituzionalè, ‘ennesima legge ad personam per il premier’, ‘vergogna per il Paesè. L’Idv passa anche ai fatti: in mattinata quasi tutti i dipietristi si siedono per terra, nel mezzo dell’emiciclo, con la Costituzione in mano. La loro è una protesta silenziosa che non intralcia i lavori d’Aula. Pertanto il presidente del Senato Renato Schifani lascia correre e non li fa ‘rimuoverè dai commessi, come chiedono a più riprese, invece, i colleghi alleati del Pd. Mauro Marino (Pd) cita addirittura »il bivacco« di mussoliniana memoria. Mentre Pietro Marcenaro minaccia di non cominciare il suo intervento »fino a quando l’Aula non verrà sgombrata«. Schifani invita ad abbassare i toni e fa continuare il dibattito come nulla fosse. Alla ripresa dei lavori nel primo pomeriggio, però la protesta cambia: dopo essere »stati a digiuno per il pranzo«, come assicura Elio Lannutti, tutti i senatori dell’Idv rispondono alle due chiame sulla fiducia indossando magliette con le scritte »Berlusconi fatti processare!« e »Basta con le leggi porcata!«. E consegnando una copia della Costituzione al banco della presidenza. Ma il clima si infuoca durante le dichiarazioni di voto conclusive. Mentre interviene Nicola Latorre per i Democratici, tutti i senatori del Pd si alzano sventolando il fascicolo della Costituzione verso il centrodestra. Ma è quando prende la parola il capogruppo del Pd Maurizio Gasparri che la situazione diventa incandescente. »Vergogna! Vergogna!« gridano gli esponenti dell’opposizione, mentre lui assicura che a queste regionali si confermerà »che il Pdl è il primo partito in Italia«. E mentre ricorda che cinque anni fa venne eletto nel Lazio Piero Marrazzo, cosa per la quale il centrosinistra si dovrebbe »vergognare!«, la risposta è un coro di: »Storace! Storace!«. Gasparri se la prende anche con l’ex sottosegretario alla Giustizia Alberto Maritati: »Ricordati di quando facevi il magistrato in Puglia – gli dice – raccontaci come lo hai fatto e come sei venuto a Roma grazie a D’Alema!«. L’opposizione va su tutte le furie. Gasparri, allora, con aria provocatoria, sorride e commenta: »Siete nervosi perchè sapete che sappiamo approvare leggi giuste!«. E il coro di protesta riparte. »Mentre il governo ha affrontato mille emergenze«, insiste, »voi siete riusciti solo a coprire di rifiuti la Campania!«. A questo punto in diversi nel Pd si alzano sfregando il pollice con indice e medio: il segno del denaro. Il riferimento è a quanto sta emergendo dall’inchiesta fiorentina. La scena non è immortalata dalle telecamere: la maggioranza non ha voluto la diretta Tv. E il centrosinistra, si è diviso. Pd e Udc ci hanno ripensato. A chiederla era rimasta solo l’Idv. Di Pietro, però non si è perso d’animo e ha annunciato che sarebbe stato possibile assistere alla diretta dal suo blog. La tensione del dibattito non ha però fatto perdere ai senatori la voglia di ironizzare nei confronti degli avversari politici dando fondo a citazioni e molti parallelismi soprattutto con il mondo dei cartoon: da ‘Alice nel Paese delle meravigliè ai ‘Promessi Sposì. Per finire ai Puffi e a Willy il Coyote. Il presidente dei senatori dell’Udc Giampiero D’Alia paragona i legali del premier Niccolò Ghedini e Piero Longo a Gargamella e Birba che »cercano di catturare i Puffi senza mai riuscirci«. Mentre Berlusconi è come il coyote »che fa di tutto« per prendere lo struzzo ‘Bip-pib, ma poi »cade sempre nel canyon«. Emma Bonino e il compleanno Governo, fiducia in calo di quattro punti
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Il maltempo è tornato, allontanando l’arrivo della tanto agognata primavera. Una perturbazione proveniente dal Mediterraneo, che sta flagellando anche Grecia, Spagna e Francia, sta investendo in questo momento anche la nostra penisola. Sono attese precipitazioni nevose e piovose in tutto il territorio. Scuole chiuse in molte città al Centro-Nord. Si gioca Fiorentina-Bayern nonostante a Firenze: clicca e diventa fan di Leggo su Facebook Ore 20.50 Marche, lento ritorno alla normalità Sta lentamente tornando alla normalità, nel senso che non vengono segnalate emergenze, la situazione nelle Marche dopo le nevicate e le abbondanti piogge di ieri. Ora il pericolo è rappresentato dal ghiaccio, mentre vigili del fuoco e volontari della protezione civile stanno ancora facendo fronte ai danni causati dal maltempo, in particolare smottamenti e piccole frane lungo la rete stradale della regione. Diversi gli interventi per problemi di questo tipo nel Maceratese, dove in alcuni casi è stato necessario interrompere momentaneamente la circolazione. A Montecosaro è rimasta allagata per qualche ora la strada 485. Al momento, tuttavia, tutte le strade sono aperte al traffico. Per quel che riguarda l’emergenza fiumi, i corsi d’acqua maggiori, Chienti e Potenza, hanno retto bene alla piena e vengono monitorati. Sono esondati invece alcuni fossi. Gravi danni ha subito a causa di una violenta mareggiata il porto di Civitanova Marche, che ha dovuto essere in parte transennato. Ad Ascoli diverse auto sono state danneggiate dalla caduta di alberi e rami appesantiti dalla neve, che ha bloccato anche alcune strade con forte pendenza. È stato chiuso nel pomeriggio un tratto di via delle Stelle per una frana che ha trascinato terra e pietre fino al sottostante letto del fiume Tronto. La frana ha provocato anche lo ’sgrottamentò di parte della sede stradale ora priva di supporto per circa due metri. I vigili del fuoco sono intervenuti anche in località Cavignano dove è venuto giù un box all’interno del quale erano ricoverati alcuni cavalli. Uno è rimasto incastrato fra le lamiere e le travi cadute ed è stato liberato dai vigili. Tanti gli interventi per allagamenti fra San Benedetto del Tronto e Pedaso. Scuole chiuse a Urbino, dagli asili nido alle superiori. «Abbiamo circa 40 centimetri di neve», ha detto il sindaco Franco Corbucci, che ha aggiunto: «Il Piano neve avrebbe funzionato con la solita efficacia se non fosse stato per le auto e i mezzi pesanti che incautamente viaggiavano senza catene o gomme termiche. Auto e camion intraversati hanno rallentato o bloccato la percorribilità delle strade. E oltretutto hanno fermato anche il passaggio degli spazzaneve». Tecnici Enel sono all’opera per il ripristino del servizio elettrico mandato in tilt dal maltempo, che ha provocato guasti diffusi sulla rete elettrica di media e bassa tensione nelle aree interne del Fermano e dell’Ascolano. Ore 20.37 Ancora frane in Calabria Frane ed evacuazioni di abitazioni, allagamenti, ponti pericolanti, fiumi esondati: non ha risparmiato alcun angolo di Calabria l’ultima ondata di maltempo che si è abbattuta sulla regione. A Catanzaro, tre famiglie sono state evacuate per il rischio di smottamenti a Germaneto, zona periferica della città. Il fiume Alli, ingrossato dalle precipitazioni, ha danneggiato l’acquedotto che alimenta il capoluogo. Numerosi i quartieri che rimarranno senza acqua fino a quanto non sarà riparata la condotta che già nelle scorse settimane era stata danneggiata. Sempre nel catanzarese ha ceduto il ponte sul fiume Simeri, risalente al ventennio, che si è piegato e che presenta una profonda crepa. Problemi per la viabilità stradale anche a Sellia Marina e Gizzeria per allagamenti. Nel crotonese uno smottamento ha comportato la chiusura della strada provinciale 58 tra Mesoraca e Petilia Policastro. I vigili del fuoco hanno compiuto diversi interventi per macchine sommerse dall’acqua. Un asilo cittadino è stato sgomberato per le infiltrazioni d’acqua. Sono salite a 24 le famiglie sgomberate a Pedace in provincia di Cosenza per uno smottamento di terreno su un palazzo. Frane a Cosenza a Timpone degli ulivi e, nella provincia, a Zumpano, Prenti, Bisignano, Casole Bruzio e Laurignano. La situazione non cambia di molto anche nel reggino. Tra i centri più colpiti c’è San Luca dove una frana ha creato notevoli problemi alla viabilità. A Reggio città il torrente Valanidi nei pressi della stazione ferroviaria è cresciuto di un paio di metri portando con sè alberi e altro materiale abbandonato. Solo l’intervento di alcuni scavatori della Provincia e dei vigili del fuoco ha permesso di far defluire l’acqua in mare. Frane e smottamenti anche in provincia di Vibo Valentia, nella zona di Polia. Ore 20.02 Nel ferrarese ancora senza energia elettrica Il disservizio che per il maltempo ha privato della corrente elettrica 25.000 utenti Enel alle 13.30, momento di massima criticità, si è ridotto: alle 19 i clienti privi di luce erano scesi a 8.000. Dalla serata di ieri e per tutta la giornata di oggi, ha ricordato l’Enel, la provincia di Ferrara è stata interessata da condizioni climatiche particolarmente avverse, con intense nevicate accompagnate a forti raffiche di vento. La combinazione di questi elementi ha provocato sui conduttori delle linee aeree la formazione di ‘manicotti di ghiacciò di dimensioni tali da provocarne la rottura. Per risolvere i problemi sono intervenuti tecnici e operai Enel che, nonostante le proibitive condizioni di viabilità, hanno lavorato ininterrottamente da ieri sera. Pur essendo state impegnate ingenti risorse, per il resto della clientela il servizio riprenderà domani a causa dell’entità e della natura dei danni arrecati agli impianti. I tempi di rialimentazione vengono fortemente influenzati dalle avverse condizioni atmosferiche, dallo strato di neve nei terreni che ha reso molto problematico l’accesso ai cantieri di lavoro e dall’estensione delle porzioni di rete BT interessata dai guasti, ha sottolineato ancora l’Enel. Il fuori servizio di alcuni impianti di trasformazione AT/MT ha, inoltre, ritardato le operazioni di selezione guasti sulla rete MT. Ore 19.56 Taranto, nave incagliata impossibili i soccorsi Sono state rinviate a domani, a causa del mare agitato, le operazioni di disincaglio del mercantile bulgaro davanti alla spiaggia di Castellaneta Marina. Due tentativi da parte dei mezzi della Capitaneria di porto di sollevare il cargo, che si trova a circa 60 metri dalla costa, dal fondale sabbioso, non hanno avuto esito. Ore 19.31 Liguria, ripreso il blocco dei tir È ripreso nel tardo pomeriggio il blocco dei mezzi pesanti con filtraggio e relativa scorta da parte della Polstrada di Mondovì sulla A6 Savona-Torino a causa di nuove nevicate. La perturbazione che da ieri sta interessando il Savonese, ha ripreso dopo una breve tregua con particolare intensità, soprattutto in Valbormida, dove comunque sulle strade si circola abbastanza agilmente con catene o pneumatici da neve. L’allerta neve è in vigore fino alle 6 di domattina. Ore 19.25 Ascoli, chiuso un tratto di strada per frana È stato chiuso nel pomeriggio un tratto di via delle Stelle ad Ascoli a causa di una frana causata da infiltrazioni di acqua e che ha trascinato terra e pietre fino al sottostante letto del fiume Tronto. La frana ha provocato anche lo ’sgrottamentò di parte della sede stradale ora priva di supporto per circa due metri. Sulla stessa strada è stata transennata una buca di discrete dimensioni. Rimosse molte piante che avevano ostruito la strade. I vigili del fuoco sono intervenuti anche in località Cavignano dove è venuto giù un box all’interno del quale vi erano ricoverati alcuni cavalli. Uno è rimasto incastrato fra le lamiere e le travi cadute ed è stato liberato dai vigili. Tanti gli interventi per allagamenti fra San Benedetto del Tronto e Pedaso. Ore 19.22 Trieste, neve e bora Bufere di neve e bora, con raffiche a oltre 150 kmh, hanno mandato in tilt per due-tre ore il centro cittadino oggi a Trieste. I disagi maggiori sono stati registrati nella circolazione automobilistica dopo la chiusura della Grande Viabilità Triestina per il pericolo di caduta di materiale dalla ciminiera dello stabilimento dell’ex Jutificio Triestino. A rendere difficilissima la circolazione hanno contribuito l’azione combinata della neve e della bora, che – ha spiegato il comandante dei vigili urbani, Sergio Abate – ha in parte vanificato le operazioni di ‘presalaturà sulle strade. Si sono poi aggiunti alcuni semafori in tilt, rami spezzati e automezzi di traverso sulle strade, fino a «creare – ha detto Abate – una situazione che a tratti è stata di altisssima criticità, se non tragica». La situazione è migliorata nel pomeriggio con la riapertura della Grande Viabilità e con l’intervento di decine di pattuglie dei Vigili urbani e di mezzi dell’ex municipalizzata Acegas, che hanno pulito o sparso altro sale sulle strade. Decine sono stati anche gli interventi dei Vigili del fuoco per la rimozione di alberi caduti, insegne e tabelle pericolanti. Da ieri il porto di Trieste è bloccato a causa della bora e una dozzina di navi attendono al largo di Umago (Croazia) il miglioramento dlele condizioni meteo, previsto per domani. Ore 18.44 Trieste, porto bloccato da due giorni Una dozzina di navi mercantili e traghetti diretti al porto di Trieste sono fermi al largo di Umago (Croazia) a causa del forte vento di Bora che, da ieri, ha causato il blocco delle attività dello scalo giuliano. I traghetti provengono dalla Turchia e hanno a bordo Tir merci. La situazione – ha riferito la Capitaneria – dovrebbe migliorare a partire da domani. Ore 18.44 Piemonte, ancora neve e rischio valanghe Fino alle prime ore di domani continuerà a nevicare in quasi tutto il Piemonte, anche in pianura. Finora non sono segnalate situazioni particolarmente problematiche, ma resta forte il rischio di valanghe: su metà dell’arco alpino, dalle Cozie meridionali fino alle Liguri il grado è 4 (su una scala che arriva fino a 5, classificato come molto forte) e solo nel settore più a nord (Alpi Pennine settentrionali e Lepontine) il pericolo è di grado 2, moderato. Nelle ultime 24 ore sulle montagne cuneesi sono caduti da da 50 a 60 centimetri di neve, stando alle misurazioni dell’Arpa (Agenzia regionale di protezione ambientale). A Boves (Cuneo), poco sotto i 600 metri di altitudine, lo spessore del manto è di 23 centimetri, ad Asti di città superiore a 10. Abbondante la nevicata su Langhe e Monferrato. A Torino i dati ufficiali parlando di 5-6 centimetri, anche se in alcune zone della città la precipitazione è stata abbondante. Il tempo migliorerà da domani, ma sabato – avverte l’Arpa – è previsto un nuovo peggioramento. Ore 18.43 A3 chiuso il tratto calabrese Resta chiuso il tratto compreso tra gli svincoli di Cosenza sud e Rogliano dell’autostrada Salerno-Reggio calabria. La decisione, ha reso noto l’Anas, è stata presa nel pomeriggio a causa del perdurare delle condizioni meteo poco favorevoli che hanno reso difficile anche gli interventi di ripristino dei versanti dissestati sulla carreggiata sud. La chiusura è stata decisa stamani in seguito a due smottamenti che non garantivano le condizioni di sicurezza. L’Anas prosegue nell’attività di monitoraggio con le squadre di pronto intervento che dalla notte scorsa presidiano il tratto chiuso e gli svincoli per la gestione della viabilità. Un costante monitoraggio è attivo anche nel tratto tra Altilia e San Mango D’Aquino dove, stamani, il fiume Savuto ha rotto gli argini lambendo anche i rilievi autostradali. Il traffico veicolare di lunga percorrenza in direzione nord viene deviato con uscita dall’autostrada allo svincolo di Falerna (Catanzaro) e rientro allo svincolo di Cosenza Nord-Rende, attraverso le strade statali 107 e 18. Percorso inverso per i veicoli diretti a sud. Il traffico locale diretto a sud viene deviato invece sulla viabilità interna con uscita a Cosenza sud e rientro in autostrada a Rogliano e viceversa. Ore 18.37 Civitanova Marche, mareggiata danneggia il porto Gravi danni ha subito a causa di una violenta mareggiata il porto di Civitanova Marche, che ha dovuto essere in parte transennato. Il muretto di protezione è sceso di oltre un metro danneggiando anche il marciapiedi dove c’è l’intersecazione dei due assi del molo. Le onde, alte diversi metri, sono arrivate ben sopra gli scogli spazzando anche la zona destinata ai veicoli per il rifornimento dei pescherecci. Sempre nel Maceratese, nei pressi della chiesa dell’Annunziata a Montecosaro, due corsi d’acqua sono straripati allagando gli scantinati di una decina di fabbricati. In una abitazione, occupata da pakistani, acqua e fango hanno invaso tutto il piano terra. Ore 18.19 Umbria, strade tutte transitabili È finita l’ «emergenza neve» per gli automobilisti in Umbria. La polizia stradale segnala che la circolazione è tornata regolare in tutte le strade della regione, compresi i valichi appenninici. Viene comunque chiesta la presenza di catene a bordo o di pneumatici da neve su tutte le strade di montagna. Umbriameteo riferisce che le nevicate più abbondanti si sono avute nell’ Umbria Occidentale e lungo l’ Appennino, con un manto nevose di 25-30 centimetri. Oggi le temperature sono aumentate ma la fase di freddo e neve proseguirà ancora per qualche giorno. Domani infatti il termometro tornerà a scendere e sono ancora possibili brevi nevicata fino a quote collinari. Un nuovo impulso di aria fredda artica raggiungerà l¨Italia sabato 13 marzo causando un ulteriore lieve calo delle temperature con locali nevicate fino a quote basse lungo la dorsale appenninica. La Primavera dovrebbe annunciarsi soltanto ad inizio della prossima settimana con il ritorno dell’alta pressione, tempo stabile e giornate finalmente soleggiate. Ore 18.01 Blocco sulla Roma-L’Aquila, Strada Parchi chiede scusa ma la colpa è dei tir  Strada Parchi chiede scusa, ma passa al contrattacco, e fornisce la propria versione dei fatti di ieri sulla Roma-L’Aquila. In un nota infatti da un lato «intende scusarsi per i disagi subiti dagli automobilisti e illustrare le misure attivate per fronteggiare l’emergenza». Dall’altro spiega che la chiusura dell’autostrada nel tratto tra Carsoli e Tagliacozzo ieri sera è stata «generata da blocchi di mezzi pesanti» per colpa di una forte nevicata che «ha reso critica la visibilità rallentando progressivamente il transito di questi mezzi fino al completo stop, e quando le condizioni di visibilità sono migliorate non sono più riusciti a riprendere la marcia per sopraggiunti problemi meccanici». «Il fermo dei mezzi è avvenuto di fatto contemporaneamente in entrambe le carreggiate – insiste Strada Parchi – ed ha ostruito sia la corsia di marcia che di sorpasso interrompendo il passaggio dei nostri mezzi spargisale e sgombraneve che sino a quel momento con cicli continui e avvicendati avevano operato ininterrottamente dalle prime ore della mattinata senza disagi per la circolazione». Per questo Strada Parchi «ritiene opportuno ribadire che tutte le operazioni di filtraggio/accumulo dei mezzi pesanti, chiusura e riapertura al traffico a tutti i veicoli nonchè le svariate operazioni d’inversione del senso di marcia dei veicoli accodati dietro i mezzi pesanti bloccati, sono state preventivamente concordate con il Comandante della Polstrada Abruzzo e con i Comandanti dei COA di L’Aquila e Roma. È stato – quindi – chiesto alla Polstrada di verbalizzare le carenze registrate dai mezzi pesanti che hanno generato i blocchi e procedere alle eventuali azioni conseguenti previste dal Codice della Strada». Nella nota si spiega che Strada Parchi prima ha «avvertito e messo in preallarme tutti gli enti preposti per le probabili condizioni meteo», il tutto «in linea con il Piano Neve concordato con tutte le Prefetture». Poi ha messo in campo «tutta la flotta di mezzi neve (spargisale, innaffiatici, lame) che hanno operato per tutta la giornata assicurando la corretta transitabilità sino al momento del blocco», . A quel punto nella giornata del 9 marzo «la circolazione si è svolta con regolarità sino al tardo pomeriggio, pur con velocità di esercizio contenuta (circa 40 km/h) in funzione dell’operatività dei mezzi sgombraneve e spargisale sull’intera rete delle autostrade A24 ed A25, superando le forti nevicate in atto ad eccezione del tratto compreso tra Carsoli e lo Svincolo direzionale di Torano dove sono state emanate le informative di condizioni di codice neve da »giallo-disagi« a »rosso-possibili blocchi«. L’Autostrada è stata chiusa alle ore 19,38, »di concerto con la Polstrada« nel tratto, la tratta autostradale in direzione Roma/A25 tra Valle del Salto (km 75+100) e Carsoli (km 50+500), con uscita obbligatoria per tutti i veicoli allo svincolo di Valle del Salto. La tratta, liberata dai mezzi in difficoltà ed opportunamente trattata con fondenti dai mezzi neve, è stata riaperta al traffico alle ore 21,55». «Sempre alle ore 19:38 del 9 marzo è stata analogamente chiusa al traffico, di concerto con la Polstrada, la tratta autostradale in direzione L’Aquila/A25 tra Carsoli (km 50+500) e Valle del Salto (km 75+100), con uscita obbligatoria per tutti i veicoli allo svincolo di Carsoli. La tratta, liberata dai mezzi in difficoltà ed opportunamente trattata con fondenti e sgombrata mediante i mezzi operativi dalla neve nel frattempo accumulatasi, è stata riaperta al traffico alle ore 1,38». Ore 17.50 Pavia, neve da 24 ore e strade chiuse Nevica ininterrottamente da 24 ore su Pavia e l’Oltrepo, dove comunque la situazione della viabilità si sta avviando alla normalità dopo una notte critica. Restano però chiuse alcune strade nella zona del Brallo e Passo Penice. Il loro blocco è stato deciso per ragioni di sicurezza dal servizio viabilità dell’amministrazione provinciale. In altre tratti stradali dell’Oltrepo è obbligatorio l’utilizzo di gomme da neve o catene. Ore 17.38 Neve su A24, viaggiatori annunciano esposti  Molti dei centinaia di cittadini che hanno subito i gravi disagi sulla A/24 ed A/25 e sulle strade dove sono stati costretti ad uscire per i tratti autostradali chiusi hanno annunciato la presentazione di esposti alle procure della repubblica di riferimento e alle associazioni di consumatori. Numerosi si sono rivolti al Codacons. Sulla vicenda il prefetto dell’Aquila nei prossimi giorni consegnerà un dettagliato dossier al procuratore capo dell’Aquila, Alfredo Rossini, per verificare le modalità con cui la società che gestisce A/24 ed A/25, la Strade dei Parchi Spa, ha condotto le operazioni di emergenza in presenza di neve e bufera. Oren 17.35 Bari, piove in sala operatoria. Interventi sospesi Cadeva acqua piovana dal soffitto: per questo motivo oggi non è stato possibile utilizzare per ore la sala operatoria di otorinolaringoiatria dell’ospedale San Giacomo di Monopoli, nel sud barese. Anzichè utilizzare bisturi e attrezzi chirurgici, i medici hanno dovuto tamponare l’emergenza determinata dal maltempo con diversi secchi con i quali hanno raccolto l’acqua piovana. Stessa scena, anche se di dimensioni ridotte, nella sala operatoria di ostetricia, dove è arrivato un ‘rivolò di acqua, defluito nella notte dal reparto di otorino. A determinare l’allagamento è stata la rottura di una guaina di impermeabilizzazione del solaio della sala operatoria di otorinolaringoiatria. Altra acqua piovana è entrata nel reparto attraverso i bocchettoni dell’impianto di aria condizionata che, essendo sprovvisti di paraventi, hanno convogliato l’acqua piovana prima nelle canaline e poi fino nella controsoffittatura del reparto di chirurgia. «Attualmente – spiega il direttore sanitario del presidio, Alessandro Sansonetti – tutte e quattro le sale operatorie del san Giacomo sono operative e sono in corso riparazioni esterne per evitare che l’inconveniente, causato dalle 24 ore di pioggia incessante, non si ripeta in futuro». Sulla vicenda è intervenuto il deputato dell’Idv, Pierfelice Zazzera, che ha definito quanto accaduto «inammissibile» e ha denunciato che la struttura monopolitana «rischia di cadere a pezzi per l’assenza di investimenti adeguati». Ore 17.16 Friuli Venezia Giulia, stanziati 500 mila euro per i primi interventi La Regione Friuli Venezia Giulia ha stanziato 500 mila euro per far fronte ai primi interventi per fronteggiare il maltempo che sta colpendo la regione. Il provvedimento è stato adottato con un decreto d’urgenza dall’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi. La Regione, inoltre, ha deciso di chiedere al Governo la dichiarazione di stato di emergenza per l’eccezionale situazione meteo. Ore 17.15 Marche, Enel a lavoro per ripristinare il servizio Tecnici Enel stanno lavorando ininterrottamente dalla serata di ieri, nelle Marche, per il ripristino del servizio elettrico mandato in tilt dal maltempo: Enel ha mobilitato una prima task force di circa 35 tecnici e operativi a cui si sono aggiunte ulteriori risorse per circa 80 persone incluse le imprese appaltatrici, sotto il coordinamento del centro operativo regionale. Gli eccezionali eventi atmosferici e le abbondanti nevicate che hanno interessato il territorio della Marche a partire dalla mattinata di ieri hanno provocato guasti diffusi sulla rete elettrica di media e bassa tensione nelle aree interne del Fermano e dell’Ascolano. Nonostante l’inclemenza del tempo, si sta progressivamente recuperando la funzionalità del servizio in vaste zone del territorio. Le zone particolarmente interessate sono Ascoli, i comuni di Roccafluvione e di Comunanza. Ore 17.12 Allerta gelo al nord, neve e pioggia al sud Dopo la neve, il gelo: il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso una nuova allerta meteo prevedendo un abbassamento delle temperature su buona parte del centro-nord che, complici le abbondanti nevicate delle ultime ore, potrebbe provocare estese gelate anche in pianura. Problemi anche al sud, dove sono previste per le prossime ore ancora temporali e nevicate. In particolare, secondo gli esperti, sono previste sulle regioni centro-meridionali nevicate a quote collinari, con quantitativi localmente moderati, mentre sui settori del basso Tirreno sono attesi venti forti, mareggiate e temporali, localmente anche molto intensi. Al nord invece le nevicate andranno a esaurirsi nel corso della notte ma una progressiva diminuzione delle temperature favorirà gelate anche in pianura. Alla luce delle previsioni, il Dipartimento ribadisce l’invito a quanti dovranno mettersi in viaggio nelle prossime ore ad informarsi sulle condizioni meteo e di guidare con particolare prudenza, assicurandosi di viaggiare con le catene a bordo o con i pneumatici termici. Il Dipartimento della Protezione civile continuerà a seguire l’evolversi della situazione in contatto con le Prefetture, le Regioni e le strutture locali di protezione civile. Ore 16.43 Senza energia elettrica molti comuni del ferrarese I tecnici Enel e della Protezione civile sono al lavoro, ma alcuni comuni ferraresi sono ancora senza energia elettrica a causa del maltempo: per questo motivo la Pc, in accordo coi Comuni interssati, sta fornendo alcuni generatori elettrici per rispondere ai casi di maggiore necessità. I comuni, tra ieri sera e questa mattina, hanno subito dei black out completi o parziali. Mezza provincia ferrarese è interessata dal fenomeno: le aree ancora al buio sono sono al momento quelle di Portomaggiore, Argenta, Ostellato, Tresigallo, Formignana, Copparo, Ferrara zona Sud e Poggio Renatico. Nel febbraio del 2004 ci fu, in occasione di un’abbondante nevicata, nella zona di Iolanda di Savoia un black-out di notevoli proporzioni che durò più giorni. In questo caso gli impianti sono stati danneggiati dalla nevicata a causa di manicotti ghiacciati, rottura dei conduttori e caduta di piante. L’Enel ha impegnato tra il Ferrarese e Rodigino circa 140 tecnici. Ore 16.21 Scuole chiuse in Umbria Resteranno chiuse anche domani a causa della neve le scuole di Città della Pieve. Lo ha disposto una ordinanza dell’ amministrazione comunale. Il provvedimento non riguarda invece gli istituti scolastici delle frazioni di Po Bandino, Moiano e Ponticelli. Ore 16.17 CRI, dstribuite mille coperte sta notte sulla A24 I volontari della Croce Rossa Italiana sono intervenuti stanotte per soccorrere centinaia di automobilisti bloccati dalla neve sull’autostrada A24 Roma-L’Aquila. Lo rende noto la stessa Cri. L’allarme è stato lanciato alle 19 dalla Centrale Operativa Autostradale della Polizia di Stato. Sono state distribuite oltre mille coperte e generi di conforto. Intervenuti sei mezzi della Croce Rossa Italiana e 21 volontari dall’interporto di Avezzano e dai comitati di Avezzano e Carsoli. La Cri ha anche soccorso una donna incinta all’ottavo mese. L’emergenza, conclude la Croce Rossa, è finita poco dopo le 3 del mattino, quando il traffico è lentamente tornato alla normalità. Ore 15.58 Rimini, neve e rischio frane Situazione difficile sulle strade riminesi a causa dell’abbondante nevicata che dal mattino interessa la costa e l’entroterra e che sta aumentando di intensità. A essere più colpita, la zona collinare di Rimini. Nella zona di Viserba, sono stati allagati alcuni sottopassi a causa del moto ondoso che non permette il deflusso dell’acqua piovana verso mare. Precipitazioni da alta montagna in Valmarecchia e in Valconca, dove la neve ha raggiunto il metro di altezza. Il forte vento di tramontana ha reso più difficile il lavoro di pulitura delle strade. Impegnata anche la Protezione Civile della Provincia di Rimini, con una serie di sopralluoghi nel territorio di Mondaino per la presenza di movimenti franosi che hanno interessato una strada comunale. In alta Valmarecchia alcune abitazioni non sono raggiungibili e gli uomini della Protezione Civile, in accordo con i Comuni, sono pronti ad intervenire qualora ce ne fosse bisogno. I tecnici della Provincia sono in contatto costante con il centro operativo della Protezione Civile regionale per comunicare ogni eventuale variazione della situazione. Ore 15.56 Cia, allarme agricoltura Il maltempo che sta imperversando su tutta Italia ha messo in ginocchio anche l’agricoltura. Lo afferma la Cia, la Confederazione italiana agricoltori, nel sottolineare che neve, freddo, piogge torrenziali, smottamenti e violente folate di vento hanno causato danni rilevanti alle colture, quantificabili in decine di milioni di euro. Risultano gravemente danneggiate, a causa delle abbondanti nevicate – prosegue la Cia -, strutture agricole e in particolare serre florovivaistiche. Stesso discorso per le stalle e per le cascine, per il rimessaggio di foraggio e di attrezzature. Danni, secondo la Cia, si hanno in quasi tutte le regioni dove la situazione nelle campagne è abbastanza critica. Molte aziende sono rimaste isolate a causa delle abbondanti nevicate. Infatti, oltre al possibile crollo di serre e di strutture aziendali, sono inaccessibili le strade rurali; mentre si cominciano a verificare problemi per gli approvvigionamenti (mangime e foraggio) del bestiame e difficoltà nel trasporto del latte. Anche la pioggia, che si è abbattuta per ore e con grande intensità, ha provocato allagamenti nei terreni agricoli. Molte le aziende agricole – segnala la Cia – che sono state invase dalle acque. Anche diverse stalle hanno subito pesanti danni. Il gelo ha distrutto diverse colture orticole in campo aperto. Danni si registrano per le coltivazioni di zucchine, di insalate, di cavoli, di cavolfiori, di cicoria, di radicchio, di verza. Molti sono stati anche gli smottamenti e le frane. Questo perch‚ – avverte la Cia – i terreni non sono riusciti ad assorbire l’abbondante acqua. Per tale motivo la Cia, che ha già istituito unità di crisi in molte province, ha sollecitato la delimitazione delle zone colpite al fine di richiedere lo stato di calamità naturale. Ore 15.45 Taranto, allagati i binari delle Fs Il maltempo e le forti piogge hanno provocato l’allagamento dei binari della stazione di Taranto con conseguenti ritardi alla circolazione ferroviaria nel tarantino. Dieci treni regionali in partenza e in arrivo nel capoluogo jonico sono stati fermati nelle stazioni di Gioia del Colle e di Metaponto. Trenitalia (Gruppo FS) ha attivato un servizio di autobus sostitutivi dalle due stazioni per Taranto. Rallentamenti sono in atto anche per i treni a lunga percorrenza, che comunque vengono garantiti, e per i convogli regionali provenienti da Brindisi. I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) – riferisce una nota – sono al lavoro per liberare i binari. La circolazione torner… regolare nel tardo pomeriggio. Ore 15.31 Messina, alcune frazioni senza acqua Il maltempo che la notte scorsa si èabbattuto su Messina ha procurato dei danni anche alle condotte idriche. E le sirene per l’allarme non si sono attivate, protestano, gli abitanti di Gampilieri. Il torrente Papardo, ingrossato a causa delle abbondanti precipitazioni, nel tratto in cui incontra il torrente Lavatore ha danneggiato la condotta dell’impianto di sollevamento che rifornisce il villaggio di Faro Superiore a Messina. Gli operai e i tecnici dell’Amam sono già a lavoro per ripristinare il collegamento. Ma l’erogazione dell’acqua, già sospesa, probabilmente non riprenderà prima delle prossime 48 ore. Per questo l’Amam ha annunciato che attiverà già da domani mattina un servizio sostitutivo: un’autobotte sarà disponibile nella piazza principale del paese per la distribuzione dell’acqua potabile agli abitanti di Faro Superiore. Per il maltempo che da ieri notte sta flagellando Messina piccoli smottamenti si sono verificati anche nel villaggio di Giampilieri, colpito già l’uno ottobre da un tremendo nubifragio dove sono rimaste uccise 18 delle 37 vittime complessive dell’alluvione. Nessuno è rimasto ferito, ma i residenti hanno lamentato il non corretto funzionamento degli allarmi acustici che si dovrebbe attivare in caso di allerta. Infatti le sirene non hanno suonato come previsto dal piano di protezione civile in caso di forti piogge. Ore 14.58 Messina, coniugi sommersi dal fango salvati dal cugino Due coniugi, Maria Bendetta Carroccio e Gaetano Caliri, entrambi di 40 anni, sono stati salvati la scorsa notte da un cugino che li ha aiutati ad abbandonare il loro appartamento, nel villaggio di Santo Stefano Medio a Messina, investito da una frana causata dal maltempo, che ha distrutto parte del palazzo dove vivono. Il cugino, che abita in un palazzina accanto, è riuscito a fare uscire la coppia dall’abitazione, al primo piano, sommersa dal fango. I due sono ricoverati al Policlinico, le loro condizioni di salute non sono preoccupanti. Ore 14.51 Rischio valanghe in Abruzzo Rischio valanghe in Abruzzo. Lo dice il Corpo forestale dello Stato che lancia un appello: evitare i fuori pista. A seguito delle abbondanti precipitazioni nevose che hanno interessato l’Appennino centrale «si sconsigliano le uscite sci-alpinistiche ed escursionistiche, a causa di possibili distacchi spontanei e/o provocati di neve a debole coesione o a lastroni di superficie». Massima attenzione agli «estesi accumuli di neve fresca, alle cornici, alla instabilità di pendii ripidi a causa del debole assestamento degli strati nevosi ed alla cattiva visibilità in quota». I fiocchi bianchi sono scesi in Abruzzo, Lazio ed Umbria fino a 350/500 metri slm, mentre in Molise sono giunti a 500 metri slm. Nelle stazioni manuali del Corpo forestale dello Stato di Abruzzo, Lazio, Molise ed Umbria si è registrata una media della neve fresca pari a 31 cm, ad una quota compresa tra i 1200 ed i 1500 m slm, con un massimo di 44 cm di neve fresca nella stazione manuale di Rivisondoli a quota 1470 m slm. Il grado del pericolo è «Marcato 3» in generale, ma passa a «Forte 4» della scala europea del rischio, su singoli pendii ripidi, nei canaloni e negli impluvi ove, il manto nevoso non è ancora ben consolidato con gli strati sottostanti a partire da 1800 m slm. (consulta www.meteomont.org) Ore 14.31 Modena, riaprono le scuole Tutte le scuole del comune di Modena riapriranno regolarmente domani dopo la chiusura odierna provocata dalla neve. Lo stesso varrà per i centri diurni per disabili, i centri per anziani e gli spazi comunali per la terza età. È stata inoltre confermata per domani la revoca del blocco della circolazione stradale. Lo ha deciso il sindaco Giorgio Pighi dopo aver valutato con i tecnici della Protezione Civile le previsioni meteorologiche che indicano un miglioramento della situazione a partire dal pomeriggio. Le precipitazioni nevose dovrebbero, infatti, ridursi in modo consistente, proseguire leggermente durante la notte, senza provocare gelate, e con solo qualche fiocco nella mattinata di domani. Il Comune si riserva tuttavia di valutare le previsioni meteo delle ore 18. Ore 14.22 Autostrade, nevica da 30 ore su 1.000 km di rete Da oltre 30 ore nevica incessantemente su circa mille chilometri di autostrade di Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Umbria, gestite da Autostrade per l’Italia. Lo rende noto la stessa società sottolineando che le nevicate più abbondanti si sono verificate sul tratto appenninico della A1, con accumuli che hanno superato i 60 cm di neve. Tutta la rete, afferma ancora Autostrade, è rimasta sempre percorribile grazie all’impiego di 300 mezzi spargisale, 700 lame sgombraneve e oltre duemila uomini impegnati. Nel nodo di Bologna, sulla A1, permangono comunque i disagi, anche se in diminuzione. In particolare, si registrano incolonnamenti di mezzi pesanti per 6 km all’altezza di Firenze nord in direzione Bologna e di 3 km in direzione sud all’altezza dell’allacciamento con la A14. Al momento i mezzi pesanti diretti a sud non vengono più deviati sulla A14 mentre quelli diretti a Nord vengono convogliati sulla A11 in direzione di Pisa, per poi proseguire sulla A12 in direzione di Genova e quindi percorrere la A7 fino a Milano.  Ore 14.17 Anziano cade in acqua a Venezia e muore Il forte vento ha probabilmente causato la morte di un anziano al Lido di Venezia: sospinto da una raffica, è finito nelle acque davanti al Tempietto Votivo, in Riviera San Nicolò ed è deceduto. È stato un passante a segnalare al 113 un corpo senza vita nel canale. Sul posto sono giunti la polizia, il Suem e i vigili del fuoco, che hanno provveduto al recupero della salma. Si trattava di un veneziano, Attilio Stefani, 71 anni, che aveva l’abitudine di fare passeggiate sul lungomare. Il personale della questura di Venezia sta tuttora cercando di ricostruire la dinamica della disgrazia, ma è giudicato probabile che, a causa del maltempo e del forte vento, Stefani abbia perso l’equilibrio e sia caduto nelle fredde acque della laguna, morendo poco dopo per annegamento. Ore 14.06 Bologna, treni in ritardo fino a 35 minuti Alla stazione di Bologna, in mattinata, ritardi fino ai 35 minuti per gli Alta Velocità che sono andati a ritmo ridotto a causa del maltempo. Il picco però è stato toccato dall’Intercity per Napoli delle 9.18, partito più di tre ore dopo.Comunque la neve ha provocato alla circolazione dei treni in Emilia-Romagna trenta minuti in media di ritardo. Per Trenitalia regionale, fino alle 10 ha circolato l’85% dei convogli, poi la situazione è andata migliorando. Sono stati cancellati alcuni regionali a corto raggio e treni merci, per alleggerire le linee più critiche: verso Porretta, Prato, Verona, Ferrara e Piacenza. Più agibili, invece, le linee in direzione di Rimini. Durante la notte hanno circolato treni speciali per mantenere pulite le linee di alimentazione elettrica ed è stata potenziata l’assistenza. Dalle 9 alle 10, sulla Bologna-Porretta, vicino a Sasso Marconi, sono intervenuti alcuni addetti alla manutenzione perchè alcuni alberi carichi di neve si sono avvicinati troppo ai binari. Ore 13.56 Neve, forti disagi in Umbria Numerose le situazioni di grande difficoltà alle quali si è fatto fronte nel corso della notte, a causa della neve, in provincia di Perugia, dove è da ieri operativo il Piano neve basato sulla collaborazione fra Provincia, prefettura e Anas. Un camion – riferisce una nota della Provincia – si è rovesciato sulla Flaminia nuova costringendo alla deviazione del traffico veicolare sulla Flaminia vecchia, incidenti nel Marscianese. Tra Gualdo Tadino e Osteria del Gatto, precisamente a Palazzolo di Fossato di Vico, si sono intraversati alcuni camion: qui si è intervenuti con una turbina, grazie anche all’ausilio dei carabinieri che hanno collaborato con il personale della Provincia per raggiungere il mezzo, visto le difficoltà dovute alla strada interrotta. Problemi più lievi in Valnerina, nel Folignate, nello Spoletino e nella zona di Città di Castello. Intanto, stamani sono stati svolti nuovi interventi, sempre con la turbina, a Trestina e a Bocca Serriola per rimuovere blocchi molto alti di neve accumulata dal vento. Sono numerosi gli interventi per liberare le strade dalla neve, messi in campo da ieri in seguito all’ondata di maltempo che ha interessato la provincia di Perugia. Disagi al traffico – riferisce una nota della Provincia – sono stati registrati in particolare nelle zone di Niccone, Tuoro e Fossato di Vico. Dieci le pattuglie in campo della polizia provinciale: otto sono state impegnate la scorsa notte per il servizio di polizia stradale, regolamentazione del traffico veicolare e gestione delle emergenze. Due pattuglie sono da stamani impegnate sull’Apecchiese sempre a causa della neve. Ore 13.47 Provincia di Pesaro chiede stato di emergenza Il presidente della Provincia di Pesaro Matteo Ricci ha chiesto lo stato di emergenza per il maltempo, che nel Pesarese ha provocato danni «non compatibili con il bilancio dell’amministrazione». «Le nevicate consecutive di gennaio e febbraio sono state un evento eccezionale – spiega Ricci – e hanno determinato una moltiplicazione dei costi». La richiesta fatta alla Regione, perchè la trasmetta al Governo, è di 5 milioni e 170 mila euro, «la somma ordinaria che serve per la gestione delle strade». Ricci contesta il «federalismo del nulla» del Governo, che a suo dire serve «a ben poco: non riusciamo a gestire neanche l’ordinaria amministrazione, figuriamoci l’emergenza». Un’emergenza che potrebbe aggravarsi nei prossimi giorni, con smottamenti, dissesti idrogeologici, frane e danni alle strade. «Con la nostra macchina operativa e con la sala operativa integrata della Protezione civile – conclude il presidente – abbiamo operato al meglio, facendo tutto quello che era possibile. Ma i costi pesano e c’è preoccupazione per le prossime settimane, specialmente per le frane e i fiumi». Ore 13.39 Crolla tetto di una palestra scolastica nel ferrarese La neve caduta tutta la notte nel Ferrarese ha fatto crollare il tetto della palestra delle scuole medie e superiori di Portomaggiore del polo scolastico Falcone-Borsellino: la scoperta questa mattina prima dell’apertura delle scuole. Sono intervenuti i vigili del fuoco e i tecnici per un sopralluogo, mentre i danni sono ancora da quantificare. Nel polo scolastico le lezioni sono proseguite normalmente. Mentre tutte le scuole di ogni ordine e grado dei comuni interessati all’interruzione dell’energia elettrica sono state chiuse: l’area interessata è quella dei comuni di Ro, Formignana, Tresigallo, Migliarino, Ostellato, Migliaro, Massa Fiscaglia, Codigoro, in parte Mesola e una parte del territorio di Ferrara nella zona compresa fra Cona e Gaibanella, frazione della città di Ferrara. Ore 13.34 Riaperto l’aeroporto di Bologna L’aeroporto Marconi di Bologna ha ripreso l’attività alle 12.45, in anticipo di 75 minuti rispetto a quanto era stato precedentemente previsto. La chiusura era avvenuta alle 4.50. Ore 13.11 In tilt consegne di latte e verdura L’ondata straordinaria di maltempo che si è abbattuta in queste ore sulla nostra Penisola continua a causare problemi al settore agricolo: la neve sulle strade, le frane e gli smottamenti stanno ostacolando le consegne di prodotti deperibili come latte e verdure, mentre le intense precipitazioni hanno di fatto bloccato le semine primaverili nei campi. Lo rende noto oggi la Coldiretti, che evidenzia come gli stessi imprenditori agricoli, con i propri trattori, stiano prestando soccorso per la viabilità. La neve, spiega l’associazione, ha provocato danni a serre, strutture agricole e colture: in molte zone si sono resi necessari interventi per garantire l’alimentazione degli animali e per consentire la consegna di verdure e latte fresco. Le intense precipitazioni rischiano inoltre di aggravare il pericolo di frane e smottamenti: la Coldiretti ha ricordato come il 70% dei comuni italiani sia a rischio idrogeologico. Per finire, le rigide di temperature di questi giorni, ha fatto presente l’associazione, stanno mettendo in pericolo alcune coltivazioni invernali e gli alberi da frutta che stanno adesso aprendo le gemme. Ore 13.08 Emilia, nevicate fino a domani Continua il maltempo in Emilia Romagna con neve che cade copiosa, raffiche di vento e mareggiate. Al momento sono caduti da 20 a 40 cm in pianura, dalla Romagna al piacentino, e 70/80 e oltre in collina e in montagna. Secondo le previsioni, l’eccezionale nevicata proseguirà ancora nel primo pomeriggio diminuendo progressivamente per esaurirsi nella notte e nella mattina di domani giovedì. Al momento non si registrano particolari problemi per rete stradale principale, se non rallentamenti in situazioni puntuali; ritardi, invece, sugli orari dei treni. Tutti gli aeroporti regionali, ad esclusione di Rimini, sono stati chiusi in mattinata. Per le 12 è prevista la riapertura dell’aeroporto ‘Marconì di Bologna. In collina e montagna molte le difficoltà dovute a cumuli di neve, rami e alberi caduti, in particolare nella parte centro-orientale della regione per la presenza di neve pesante. Cadute di alberi hanno interessato le linee elettriche nelle province di Bologna, Ferrara e Forlì con disservizi a macchia di leopardo nelle aree di pianura. Forti mareggiate hanno interessato tutta la costa regionale con particolare gravità al momento nei comuni di Comacchio, Ravenna, Bellaria, Cesenatico, Rimini e Riccione dove si sono registrati cedimenti della duna a protezione con conseguenti localizzate ingressioni marine. Ore 13.04 Neve per tutto il giorno in Lombardia Gran parte dell’Europa centro-occidentale è interessata da un profonda e vasta circolazione depressionaria centrata sul Mediterraneo, che permarrà fino a domani, continuando ad determinare condizioni di marcata instabilità per la giornata odierna. Nel corso di domani residua instabilità. Da venerdì in prevalenza soleggiato sui settori alpini, nuvolosità irregolare sui restanti settori. Queste le previsioni del tempo per la Lombardia per i prossimi giorni secondo l’Arpa, l’agenzia regionale dell’ambiente. Fino alle 24 di oggi e previsto cielo coperto con precipitazioni nevose fino a quote di pianura, deboli o localmente moderate diffuse fino al primo pomeriggio; quindi in generale attenuazione. Dal pomeriggio-sera ancora deboli nevicate o nevischio, ma maggiormente interessata la fascia prealpina e alpina centro-orientale. Sui restanti settori in graduale esaurimento. Temperature massime in pianura tra 1 e 4 gradi. Per domani è previsto fino al mattino molto nuvoloso quindi attenuazione della nuvolosità con ampie schiarite, specie sui settori alpini. Nel pomeriggio sui settori alpini e prealpini poco nuvoloso o velato, altrove nuvolosità irregolare. Precipitazioni saranno assenti, salvo isolato nevischio sui settori alpini più settentrionali.  Ore 13.00 Ferrara, danni a impianti Enel L’eccezionale nevicata e le forti raffiche di vento che hanno colpito l’Emilia Romagna e il Veneto hanno provocato i danni maggiori nella provincia di Ferrara e Rovigo, mettendo fuori uso numerosi impianti a causa di manicotti ghiacciati, rottura dei conduttori e caduta di piante. A causa di guasti sulla rete Terna di alta tensione si è verificata anche una disalimentazione totale, per circa 2 ore dalle 7.23, di 3 Cabine Primarie di trasformazione Alta/Media tensione nell’area di Codigoro, Tresigallo e Ariano. Dalla serata di ieri Enel ha dispiegato sui territori di Ferrara e Rovigo circa 140 tecnici coadiuvati da dipendenti di ditte esterne per il ripristino del servizio elettrico e la funzionalità del servizio in vaste aree si sta progressivamente recuperando. Ore 12.59 Squadre Anas in azione Sono proseguiti nel corso di tutta la mattina i disagi dovuti al maltempo che senza tregua interessa tutta la Penisola con abbondanti nevicate al centro-nord e forti piogge al sud. Lo comunica l’Anas che è al lavoro incessantemente da oltre 24 ore con centinaia di uomini e mezzi per garantire la viabilità e la sicurezza sulla propria rete, in collaborazione con le forze dell’ordine e la Protezione Civile e in sinergia con il Centro di Coordinamento Nazionale in materia di viabilità del Viminale. Al momento la situazione è sotto controllo, si segnalano alcuni tratti stradali chiusi in Abruzzo sulla strada statale 5, dal km 135 al km 155, e sulla strada statale 696, al km 0 al km 13,5, a causa di una bufera di neve; in Piemonte chiusa la strada statale 21, dal km 53,5 al km 59,7, da Argentera al confine di Stato, a causa di una valanga; in Toscana chiusura temporanea per neve sulla E45 al km 137,5 (tra Sansepolcro e Bagno di Romagna; in Sicilia chiuse la strada statale 114, al km 21,3, a causa di una frana, e la strada statale 120, al km 165,4, a causa dell’esondazione del torrente Morello e del conseguente allagamento del piano viabile; in Calabria chiusa l’A3 Salerno-Reggio Calabria, tra Cosenza Nord e Rogliano, a causa di due smottamenti, chiusa anche la statale 182 per frana dal km 29,8 al km 28,2.Sempre in Toscana, sulla E45, dal km 139 al km 163, è possibile circolare solo con catene montate ed è in corso il filtraggio dei mezzi; sulla strada statale 73 traffico fortemente rallentato tra il km 142 e km 152. In Emilia Romagna sulla E45, al km 174, al km 194,5 e al km 200, è in corso il filtraggio per consentire la circolazione solo con catene montate; sulla strada statale 12 si registra traffico fortemente rallentato, anche a causa di alcuni intraversamenti di mezzi pesanti, ora risolti. L’Anas invita i conducenti dei mezzi pesanti a evitare trasferimenti su questi tratti di strada. Sopra i 400 metri e ovunque in caso di nevicate in corso, inoltre, ricorda che è obbligatorio l’uso delle catene o degli pneumatici da neve per tutti i veicoli. Prima di mettersi in viaggio l’Anas invita, infine, gli automobilisti ad ascoltare i bollettini delle emittenti radio-televisive e a consultare il sito Anas www.stradeanas.it o a chiamare il numero verde Pronto Anas 841.148. Ore 12.56 Ripresa circolazione sulla A1 È stata riaperta la circolazione sulla A1 in direzione sud all’altezza di Bologna. Le deviazioni sulla A14 che erano state stabilite per tutti i veicoli diretti a sud, sottolinea la polizia stradale, sono infatti state rimosse dopo che i mezzi spargineve e spargisale hanno liberato le carreggiate dalla neve caduta in abbondanza. Ore 12.55 Ferrovie, circolazione rallentata Circolazione rallentata sulla rete ferroviaria del centro-nord a causa delle abbondanti nevicate ma nessuna interruzione sia per l’Alta velocità sia per le linee convenzionali. Lo rendono noto le Ferrovie dello Stato sottolineando che sono stati invece cancellati alcuni treni regionali in Emilia Romagna per assicurare maggior fluidità alla circolazione. le intense nevicate hanno interessato in particolare le linee ferroviarie della Pianura Padana e della fascia appenninica tra Bologna e Firenze. Particolarmente critica, sostengono le Ferrovie, è la situazione sul nodo di Bologna, crocevia fondamentale per tutta la circolazione Nord-Sud. E proprio a causa delle nevicate, sulla Alta Velocità Milano-Roma sono state disposte delle riduzioni di velocità. Un comitato di crisi è riunito da ieri sera nella sede delle Ferrovie dello Stato, per monitorare costantemente la situazione. Ore 12.49 Messina, allagamenti e crolli in uffici Procura Per via delle infiltrazioni, la pioggia ha allagato alcuni uffici della Procura di Messina. L’intero piano seminterrato di Palazzo Piacentini è transennato e si sono verificati crolli di calcinacci nei corridoi e in alcune stanze. Allagamenti si sono verificati in abitazioni e in edifici pubblici in molte zone della città, come nel liceo classico La Farina. I vigili urbani, impegnati nel villaggio di Santa Margherita, spiegano che, per la gravità della situazione, è probabile che alcune famiglie, circa una trentina di persone, verranno allontanate dalle proprie abitazioni per motivi precauzionali. Nove le famiglie che invece hanno abbandonato Santo Stefano Briga e Mili San Marco stamani dopo che il fango ha invaso strade e case. All’ospedale Papardo intanto il personale è impegnato nel trasferimento di alcuni pazienti del reparto di ostetricia, dove per le infiltrazioni d’acqua è crollata parte del tetto. Il reparto si era trasferito in questi locali da appena cinque giorni. Ore 12.47 Casa scoperchiata nel crotonese Trentuno persone sono state evacuate a Cirò, centro collinare del Crotonese, in seguito alla tromba d’aria che ha scoperchiato una palazzina di proprietà dell’Aterp. La decisione è stata presa dal sindaco, Mario Caruso, dopo che i controlli effettuati sulla struttura hanno evidenziato che alcune abitazioni sono inagibili. Già nel corso della notte, alcuni abitanti del palazzo erano stati fatti allontanare. Ore 12.42 Tre valanghe nelle Marche Tre grosse valanghe si sono abbattute stamani in tre diverse zone della frazione di Foce di Montemonaco (Ascoli Piceno), sui Monti Sibillini. Non ci sono feriti nè dispersi, e cinque nuclei familiari (12 persone in tutto), sono rimasti isolati solo per qualche ora. Come accade praticamente ogni anno, in caso di abbondanti nevicato. «Non è necessario chiudere la strada comunale di accesso alla frazione – spiega Maurizio Ferretti, della Protezione civile regionale – e il sopralluogo che abbiamo fatto in elicottero come commissione mista Regione-Corpo Forestale dello Stato ha accertato che la neve in quota si è scaricata quasi tutta. Dunque, non sono prevedibili nuovi crolli e non sussistono rischi per la popolazione». Sul posto si è subito recato anche il sindaco di Montemonaco Onorato Corbelli, che per oggi aveva già disposto la chiusura di tutte le scuole del paese. Delle tre valanghe, una si è arrestata vicino alla strada, una è piombata in un corso d’acqua, la terza è caduta a monte di Foce, in un’area non abitata. La stazione nivometrica della Protezione civile, installata a 1.800 metri di quota, indica che la neve, appesantita dall’umidità, ha raggiunto i 70-80 centimetri di media. Ore 12.36 Pericolo valanghe in Trentino Precipitazioni nevose da deboli a moderate, a partire dai 400 m di quota, stanno interessando il Trentino e il pericolo di valanghe risulta in aumento da 2 a 3 su tutto il territorio, cioè da moderato a marcato, in una scala che va da 1 a 5. Valanghe spontanee dove ci sono spessori di neve dai 30 cm in su sono previste da Meteotrentino. Le quantità di neve fresca maggiori si sono registrate sui settori sud-orientali, con spessori di 15-20 cm. Il manto è invece presente con continuità e spessori significativi oltre gli 800-1000 metri di quota; a 2.000 metri si misurano valori di neve al suolo tra i 90 e i 180 cm circa, con una distribuzione molto irregolare in relazione all’esposizione dei versanti e a causa del vento, che in tutte le esposizioni ha formato lastroni, che spesso poggiano in equilibrio precario su degli strati interni cedevoli, di notevole spessore, costituiti da cristalli sfaccettati e da fragili cristalli di brina di fondo. Questa è una condizione particolarmente critica per la stabilità del manto nevoso. Anche se superficialmente appare assestato, in alcune situazioni, il distacco provocato è possibile già con debole sovraccarico. Ore 12.35 Cagliari, mercantile soccorso dalla Guardia costiera La scorsa notte, alle 00.35, la nave mercantile italiana ‘Esprit’, di 140 metri e 10mila tonnellate, in navigazione da Genova a Cagliari con a bordo 20 persone (19 di equipaggio ed un passeggero) container e rimorchi ha comunicato alla sala operativa della Guardia Costiera di Arbatax un’avaria al timone con conseguente limitazione della capacità di governo. Considerate le condizioni meteorologiche sfavorevoli (onde di circa 2 metri da Nord Est e vento di grecale), le previsioni in peggioramento e la prossimità alla costa di Capo di Monte Santu (circa 8 miglia nord di Arbatax), sono stati inviati sul punto la motovedetta CP 824 della Guardia Costiera ed un rimorchiatore locale allo scopo di prestare assistenza alla nave che, nel frattempo, ha ricevuto disposizioni dalla Guardia Costiera di far rotta per il porto di Arbatax quale porto più vicino manovrando con il motore, con le eliche di manovra e con l’ausilio del rimorchiatore. Ore 12.31 Mugello imbiancato Una copiosa nevicata ha ricoperto tutto l’Alto Mugello, in provincia di Firenze, e a Marradi si sono raggiunti fino a 60-70 cm di neve. Precipitazioni nevose residue nel Mugello sono previste in attenuazione nel corso della giornata. Le strade montane sono transitabili solo con catene montate o pneumatici da neve. Attualmente sono chiuse la SP503 del Giogo (dal passo verso Firenzuola), la SP39 di Panna, la SP477 Alpe di Casaglia (dal km 6 al km 12+500) e quella della Sambuca per accumuli di neve che in alcuni casi raggiungono anche un metro. È interdetta la circolazione sui passi a mezzi pesanti e autoarticolati, anche con catene montate. Qualche disagio ieri sulla viabilità, dove comunque sono interventi mezzi spargisale e spalaneve per assicurarne la percorribilità. Operai comunali di Borgo San Lorenzo sono intervenuti a mezzanotte per rimuovere un abete caduto sulla strada che collega la frazione di Grezzano alla località Marzano, che ostruiva parte della carreggiata. Altri analoghi interventi, per rami e alberi caduti sulle carreggiate, sono stati effettuati in tutto il territorio mugellano. E stamani con un mezzo del Crs di Borgo è stato accompagnato alla postazione di Marradi un medico del 118 per assicurare lo svolgimento del servizio. Ore 12.29 Frane in Calabria, evacuate alcune famiglie L’ondata di maltempo continua a provocare danni e disagi in Calabria. Questa mattina a Germaneto (Catanzaro) sono state evacuate alcune famiglie. Situazioni preoccupanti si registrano anche in provincia di Cosenza e a Vibo Valentia, dove alcune strade sono state chiuse per frane, come la Sp che collega Angitola a Polia (già fortemente interessata alla precedente ondata di maltempo di poche settimane fa). Preoccupante anche la situazione sulla costa, in particolare a Pizzo, in contrada Bevivino. Problemi alla viabilità si registrano a Isola Capo Rizzuto (Crotone). La sala operativa della Protezione civile sta coordinando l’emergenza con le forze dell’ordine, i centralini dei vigili del fuoco di tutte le province calabresi sono intasati da richieste di intervento, molte delle quali ancora inevase. Sono mobilitate tutte le forze presenti in regione, dalle Province ai Comuni alle associazioni di volontariato. Ore 12.25 Disagi su tratta ferroviaria Termoli-Pescara  Il maltempo ha creato disagi anche ai viaggiatori in treno della tratta Termoli-Pescara. Negli ultimi giorni i problemi dei pendolari che, per motivi di lavoro, devono raggiungere Pescara sono aumentati non solo a causa del cattivo tempo ma anche per guasti ai convogli. Lo hanno denunciato alcuni utenti che quotidianamente raggiungono con i treni regionali il capoluogo abruzzese. «A causa di problemi ai convogli, il regionale delle 4.55 di ieri è rimasto fermo per 90 minuti circa tra Termoli e Montenero di Bisaccia (Campobasso) – ha dichiarato un professionista di Termoli che viaggia sulla tratta ogni giorno – ed il treno successivo è stato soppresso sempre per un malfunzionamento. Un terzo treno è stato mandato in soccorso di quello rimasto fermo verso Montenero e noi lavoratori tra cui anche studenti abbiamo dovuto attendere l’intercity delle 7.17 da Termoli per raggiungere Pescara con notevole ritardo e dopo non poche proteste». Non è la prima volta che il collegamento ferroviario tra Termoli e Pescara è al centro di polemiche da parte dei pendolari e studenti universitari per ritardi nelle partenze rispetto agli orari ufficiali e malfunzionamenti di vario genere dei convogli. Già la scorsa estate gli stessi utenti avevano lamentato altri disagi simili. Ore 12.23 Aeroporto di Bologna riapre alle 14 È prevista per le 14 la riapertura dell’aeroporto Marconi di Bologna, chiuso dalle 4.50 per neve. Alle 12 c’è stata una verifica per esaminare la situazione. Le squadre sono tutte al lavoro per pulire la pista e tutti i raccordi. Le condizioni dello scalo vengono tenute sotto controllo in tempo reale e se le condizioni del tempo non si complicheranno la riapertura dovrebbe avvenire alle 14. Ore 12.22 Chiusa la A1 in direzione Sud L’autostrada A1 Milano-Napoli è stata chiusa in direzione sud all’altezza del nodo di Bologna per consentire ai mezzi spargineve e spargisale di pulire la strada a causa delle abbondanti nevicate che da ieri si stanno registrando sulla zona. Tutti i mezzi che da nord sono diretti a sud vengono dunque deviati sulla A14 Bologna-Taranto in direzione di Ancona e successivamente sulla A24, al momento percorribile dopo i disagi della notte, per raggiungere Roma. Lo rende noto il Centro nazionale di viabilità, l’organismo del Viminale cui spetta la gestione delle situazioni di crisi in caso di emergenza, sottolineando che il tratto più critico della Milano-Napoli è quello tra Casalecchio e Sasso Marconi. Sulla A1 si registrano problemi anche in direzione nord: per regolare il traffico tra Sasso Marconi e Barberino, infatti, sono
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Un grembiule da cucina con l’immagine di Benito Mussolini e il tricolore italiano è stato visto in vendita in un supermercato di Pola (Pula in croato), capoluogo istriano, in Croazia. La notizia è stata diffusa da un portale d’informazione locale, iPress, dopo la segnalazione di una donna che di solito fa la spesa nel supermercato «Pula», parte di un gruppo di cui è proprietario un uomo d’affari istriano, Alberto Faggian. La notizia con le foto del grembiule è stata poi ripresa dalla stampa nazionale croata, secondo la quale oggetti con immagini che inneggiano o mettono in una luce positiva il fascismo non dovrebbero essere messi in commercio. Il grembiule ritrae Mussolini in divisa militare nella sua famosa posa con le mani sul torso. Alle sue spalle c’è la bandiera italiana e la scritta: ‘Benito Mussolini – statistà con l’indicazione dell’anno di nascita e di morte. Secondo il portale iPress, l’oggetto è stato già ritirato dal commercio. L’Istria è la regione croata più attaccata ai valori dell’antifascismo, anche perchè durante il Ventennio e la guerra la popolazione croata e slovena era sottoposta a costanti discriminazioni e persecuzioni da parte del regime di Mussolini.
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Una quindicina di carcasse di bufali, che erano stati lasciati morire qualche giorno dopo la nascita in uno dei laghetti formatisi in cave di sabbia in disuso, nelle campagne di Castel Volturno, nel Casertano, sono stati scoperti da una pattuglia del Corpo Forestale dello Stato. In alcuni bufali erano evidenti i segni di aggressione da parte di altri animali. Il responsabile della Forestale della provincia di Caserta, primo dirigente Nicola Costantino, ha informato la Procura della Repubblica di S.Maria Capua Vetere e disposto una serie di accertamenti tra le aziende zootecniche della zona per identificare i responsabili dell’uccisione degli animali. Si tratta, ha spiegato Costantino, di un fenomeno assai diffuso tra le aziende bufaline, non solo del casertano ma anche delle altre zone di allevamento bufalino e della produzione di mozzarella. L’utilizzazione della carne di bufalo, infatti, nonostante le promozioni avanzate dalle associazioni di categoria per la diffusione è ancora limitata perchè ritenuta antieconomica e la produzione della mozzarella viene assicurata dal latte delle bufale. I bufalini appena nati vengono strappati dopo uno o due giorni alla madre e lasciati morire nelle campagne, gettati nei canali o nei fossi, soffocati con la paglia o anche seppelliti ancora vivi.
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Pietro Vanacore è morto per annegamento. Lo ha accertato il medico legale, Vito Sarcinella, che su disposizione del pm della Procura di Taranto Maurizio Carbone ha eseguito nel pomeriggio all’ospedale San Giuseppe Moscati di Taranto l’autopsia sul corpo dell’ex portiere dello stabile di via Poma in cui 20 anni fa venne uccisa Simonetta Cesaroni. Secondo quanto emerso dall’esame, sul corpo di Vanacore, trovato ieri mattina nelle acque di Torre Ovo, sul litorale di Torricella, non ci sono segni di violenza, mentre i polmoni erano pieni d’acqua. Il corpo sarebbe rimasto circa tre ore in mare. Il medico legale ha accertato anche la presenza di residui di un dolce pasquale (la cosiddetta ‘zeppolà) che Vanacore aveva mangiato prima di recarsi sul litorale. Non sono state trovate invece tracce evidenti di liquido anticrittogamico che l’ex portiere di via Poma avrebbe ingerito prima di suicidarsi, ma lo stesso liquido potrebbe essere stato diluito moltissimo dall’acqua di mare che ha invaso i polmoni. Per questo motivo il medico legale eseguirà esami di laboratorio per cercare eventuali tracce dell’anticrittogamico; i risultati si avranno non prima di 20-30 giorni. PROCURA INDAGA La procura di Taranto indaga per istigazione al suicidio in relazione alla morte di Pietrino Vanacore. Il fascicolo è stata aperto nei confronti di ignoti. All’autopsia in corso, affidata al medico legale Vito Sarcinella, partecipano anche due consulenti della famiglia Vanacore e uno di Raniero Busco, l’unico indagato per l’omicidio di Simonetta Cesaroni. Gli inquirenti sospettano che Pietrino Vanacore prima di gettarsi in acqua abbia bevuto un anticrittogamico diluito con acqua e abbia mangiato due pezzi di pane per non vomitare. L’autopsia chiarirà se l’uomo sia morto effettivamente per annegamento oppure per avvelenamento. Un filoncino di pane e una bottiglietta con residui di veleno sono stati trovati all’interno della Citroen di Vanacore. IL RECUPERO DEL CORPO È stato recuperato dai vigili del fuoco il corpo di Pietrino Vanacore e sottoposto a una prima ispezione cadaverica dal medico legale Massimo Sarcinella. Una fune era attorno ai piedi: non si è saputo se legasse entrambe le caviglie o una sola. Il corpo è stato poi condotto nell’obitorio dell’ospedale di Taranto. Il pm che dirige le indagini, Maurizio Carbone, sta ora interrogando, con i carabinieri di Manduria e Torricella, alcuni amici di Vanacore per cercare evidentemente di comprendere lo stato d’animo dell’uomo negli ultimi tempi. Anche il sindaco di Torricella, Giuseppe Turco, medico e molto amico di Vanacore, è stato chiamato per essere sentito. «Noi qui non abbiamo mai creduto che Pierino abbia potuto fare quello di cui veniva sospettato, mai, neanche per un solo minuto». Ha detto proprio il sindaco di Torricella, Giuseppe Turco. Per il sindaco, Pietro Vanacore negli ultimi tempi non sembrava preoccupato e pareva assolutamente tranquillo. FORSE INGERITO DEL LIQUIDO Potrebbe essersi narcotizzato prima di suicidarsi Pietrino Vanacore, trovato annegato oggi davanti al litorale di Torricella. Gli investigatori hanno trovato nella sua vecchia Citroen, con la quale aveva raggiunto la spiaggia, una bottiglia con un liquido di colore blu. Secondo il pm, Maurizio Carbone, è presumibile che Vanacore abbia ingerito quel liquido per stordirsi prima di lasciarsi cadere in mare. Sarà l’autopsia – ha detto il magistrato – a confermare questa eventualità. L’ipotesi – fanno notare gli investigatori – sarebbe suffragata anche dal fatto che in quel tratto l’acqua è profonda sì e no un metro e difficilmente in condizioni normali Vanacore vi avrebbe potuto trovare la morte. LA NOTIZIA DEL SUICIDIO DATA DAL TG5 Si è suicidato Pietro Vanacore, il portiere dello stabile di via Poma dove fu uccisa Simonetta Cesaroni. La notizia è stata data dal Tg5. Pietrino Vanacore, portiere dello stabile dove fu uccisa Simonetta Cesaroni, fu arrestato il 3 agosto del ‘90, con l’accusa di omicidio tre giorni dopo il delitto. Il 16 giugno ‘93 fu prosciolto dal gip Cappiello perché «il fatto non sussiste». La decisione divenne definitiva nel 1995 dopo il ricorso in Cassazione. Dopo l’uscita di scena decise di lasciare Roma. MODALITA’ INQUIETANTE Il cadavere di Pietro Vanacore è stato trovato in mare, nelle acque antistanti Torre Ovo, nella marina di Maruggio. Alla corda era legata una pietra. Sul posto sono intervenuti carabinieri e polizia. Vanacore – è stato confermato dagli investigatori – ha lasciato un biglietto con la scritta: «20 anni di sofferenze e di sospetti ti portano al suicidio». Il biglietto con la scritta – a quanto si è saputo per ora – è stato trovato nell’auto di Vanacore parcheggiata nelle vicinanze. Sul posto, oltre a polizia e carabinieri, si è recato il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Taranto, Franco Sebastio. Si attende l’arrivo del medico legale per un primo esame del corpo. DUE SCRITTE PER DIRE ADDIO Ha lasciato due messaggi scritti con un pennarello per spiegare con poche parole perchè aveva deciso di farla finita: questa mattina Pietro Vanacore è arrivato in auto alla marina di Torricella e prima di lasciarsi annegare ha preso due cartoncini con la stessa scritta «venti anni di sofferenza e sospetti portano al suicidio» e li ha sistemati uno sul parabrezza e l’altro sul lunotto posteriore della sua vecchia Cytroen. Poi si è tolto il giubbotto e ha fissato il capo di una fune ad un albero vicino al mare e l’altro alla caviglia. Così si è lasciato andare in mare annegando. Nessuno ha assistito alla scena, dicono gli investigatori. Ad accorgersi dell’accaduto sono stati due amici che hanno visto la fune e quindi il cadavere, e hanno avvisato i carabinieri..  IL FIGLIO: “CONDANNATO SENZA PROCESSO” «Mio padre è stato condannato senza un processo. Lo hanno distrutto, lo hanno fatto a pezzi». È amareggiato Mario Vanacore, figlio di Pietrino, l’ex portiere dello stabile romano di via Poma – teatro dell’omicidio di Simonetta Cesaroni – che oggi è stato trovato morto suicida in provincia di Taranto. «Sono passati vent’anni, eppure tutte le volte che si è parlato della mia famiglia è stato solo per massacrarci», ha ribadito Mario Vanacore ad alcuni giornalisti che lo hanno interpellato. «Hanno reso la vita di mio padre un inferno», rincara la dose l’uomo, che vive a Torino e fa il portiere in uno stabile dell’elegante quartiere della Crocetta. «Aveva tanti progetti, voleva comperare una casa – ricorda ancora il figlio dell’uomo trovato privo di vita nelle acque antistanti Torre Ovo – ma ha dovuto utilizzare tutti i risparmi che aveva per pagarsi gli avvocati». Quella nei confronti di Pietrino Vanacore, secondo il figlio Mario, è stata dunque una vera e propria persecuzione. «Lo hanno massacrato ingiustamente – sostiene – perchè lui era innocente». Anche il figlio del portiere negli anni scorsi è finito nell’inchiesta per la morte della bella impiegata di via Poma. Il giorno prima dell’omicidio aveva raggiunto il padre nella capitale, insieme alla moglie Donatella e alla figlia di pochi mesi. Una visita di cortesia, prima di partire per le vacanze estive. Nel novembre del 1990, alcuni mesi dopo l’omicidio, l’uomo aveva infatti ricevuto un avviso di garanzia insieme alla madre, Giuseppa De Luca. Un provvedimento determinato dall’esigenza dei magistrati di comparare il loro sangue con quello di una traccia ematica trovata sulla porta dell’ufficio in cui avvenne l’omicidio. Lo scorso anno, inoltre, il figlio del portiere di via Poma era stato di nuovo ascoltato come persona informata dei fatti dai carabinieri del Comando provinciale di Torino, ma secondo quanto si apprende si era avvalso della facoltà di non rispondere. Vanacore, cosa successe il 7 agosto 1990 IL LEGALE DI BUSCO: “SAPEVA, MA NON POTEVA PARLARE” «Non so come interpretare questo fatto. L’ho saputo 20 minuti dopo che era successo». Così l’avvocato Paolo Loria, legale di Raniero Busco, unico imputato nel processo per l’omicidio di Simonetta Cesaroni. «La morte di Vanacore è troppo vicina alla scadenza processuale per non essere collegata. E sicuramente lui non se l’è sentita di testimoniare – ha aggiunto il penalista – Lui ha vissuto con rimorso sulla coscienza questa storia, e non perché lui fosse l’autore dell’omicidio, ma perché sapeva. Evidentemente, però, non poteva parlare neanche a distanza di anni. Non se l’è sentita, insomma, di affrontare i giudici, gli avvocati e la testimonianza in aula. Aveva qualcos’altro che lo tormentava: troppe ambiguità, troppe stranezze. La morte di Vanacore è troppo vicina alla scadenza processuale per non esservi collegata. Cosa mi aspettavo dall’udienza del prossimo 12 marzo? Che si avvalesse della facoltà di non rispondere». IL 12 MARZO AVREBBE DOVUTO DEPORRE AL PROCESSO Pietro Vanacore avrebbe dovuto deporre il prossimo 12 marzo nel processo in corso a Roma per l’omicidio di Simonetta Cesaroni, nel quale è imputato Raniero Busco. L’ex portiere di via Carlo Poma era stato citato dal pm Ilaria Calò. Essendo stato prosciolto prima dal Gip nel ‘93 e in via definitiva dalla Cassazione nel 1995 dall’accusa di favoreggiamento, nell’udienza di venerdì prossimo avrebbe potuto avvalersi della facoltà di non rispondere in quanto avrebbe ricoperto il ruolo di indagato in procedimento connesso. IL LEGALE DELLA CESARONI: “CAPIRE L’IMPATTO SUL PROCESSO” «Attendo di parlare con il magistrato per avere un’idea più chiara di quanto è successo. Cerco di essere prudente e di capire come va interpretato questo fatto». Lo ha dichiarato l’avvocato Lucio Molinaro, legale dei familiari di Simonetta Cesaroni alla notizia del suicidio di Pietrino Vanacore. «Mi dispiace a livello umano – ha aggiunto – ma bisogna capire se, processualmente, questo fatto possa avere una ricaduta». VENTI ANNI DI MISTERI Ecco una cronologia delle principali tappe dell’inchiesta sull’ omicidio di via Poma, a Roma: 7 agosto 1990 – In via Poma, nell’ufficio dell’Associazione alberghi della gioventù, è uccisa Simonetta Cesaroni. Il cadavere è trovato per l’insistenza della sorella Paola, preoccupata per il suo ritardo. Simonetta è nuda, ma non ha subito violenza carnale. Il cadavere è stato trafitto con 29 colpi di tagliacarte, vibrati su quasi tutte le parti del corpo. 10 agosto 1990 – Fermato Pietrino Vanacore, uno dei portieri dello stabile di via Poma, che sarà scarcerato il 30 agosto. 8 ottobre 1990 – Consegnati i risultati dell’autopsia. Il corpo ha una lesione ad un’arcata sopracciliare e diverse ecchimosi. La morte, avvenuta tra le 18 e le 18,30, è dovuta alle coltellate, vibrate sul corpo senza vestiti. 16 novembre 1990 – Il pm Catalani chiede l’archiviazione della posizione di Salvatore Volponi, datore di lavoro di Simonetta. 26 aprile 1991 – Il gip Giuseppe Pizzuti accoglie la richiesta di Catalani e archivia gli atti riguardanti Pietrino Vanacore e altre cinque persone. Il fascicolo resta aperto contro ignoti. 3 aprile 1992 – Avviso di garanzia a Federico Valle, nipote dell’arch. Cesare Valle, che abita nel palazzo di via Poma e che la notte del delitto ha ospitato Vanacore. Valle è coinvolto dalle dichiarazioni dell’austriaco Roland Voller. 16 giugno 1993 – Il gip Antonio Cappiello proscioglie Valle per non aver commesso il fatto e Vanacore perchè il fatto non sussiste. 30 gennaio 1995 – Escono di scena definitivamente Valle e Vanacore: la Cassazione conferma infatti la decisione della Corte d’appello di non rinviare a giudizio i due indiziati. 20 agosto 2005 – Claudio Cesaroni, padre di Simonetta, muore per una pancreatite. 12 gennaio 2007 – La trasmissione Matrix rivela che dalle analisi del Ris di Parma sarebbe emerso che il dna trovato sugli indumenti di Simonetta è dell’ex fidanzato Raniero Busco. Simonetta inoltre non sarebbe morta alle 18, ma alle 16. Il pm Cavallone decide di querelare Mentana per le rivelazioni. 6 settembre 2007 – Busco è iscritto dalla procura di Roma sul registro degli indagati per omicidio volontario. 28 maggio 2009 – La procura di Roma chiede il rinvio a giudizio di Raniero Busco. 3 febbraio 2010 – In Corte d’assise comincia il processo. Imputato per omicidio volontario Raniero Busco.
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